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Guida alla Tessitura Etichette

GUIDA alla TESSITURA ETICHETTE

L'Angolo di Monica Giovannini
Responsabile Etichette  Alta Definizione Jaquard dal 1991 con ventennale esperienza

"Tessitura"!  ecco innanzitutto il termine corretto
Dopo la filatura e la tintura, ecco il processo più lungo e complesso che porta i filati ad intrecciarsi per divenire tessuti. Prima che il subbio giunga al telaio però si rendono necessarie una serie di operazioni per ottimizzare il risultato del processo.

 

Di seguito le fasi :

Orditura

L’orditura rappresenta l’operazione per preparare la tessitura. Sta nell’avvolgere diversi fili, di pari tensione e lunghi uguali, sul subbio, un cilindro munito di flange.

Le tecniche di orditura sono due.

1) Quella sezionale serve per piccole produzioni, soprattutto per orditi fantasia, in cui compaiono fili diversi fra loro per colore, titolo o torsione. Richiede una grande capacità manuale nonostante sia poco produttiva, consentendo di realizzare subbi di elevata qualità che possono già essere caricati a telaio.

2) Mentre l’orditura frazionale è utilizzata per grosse quantità, ideale per tessuti greggi e tessuti di disegno semplice, con un rapporto di colore contenuto.

Imbozzimatura :

L’imbozzimatura rappresenta un'operazione che mira, usando  sostanze naturali e sintetiche, chiamate “bozzime”, a rendere più' resistenti i fili di ordito prossimi alle sollecitazioni meccaniche delle macchine da tessitura senza da problemi alle altre  operazioni di sbozzimatura, tintura e finissaggio.

Per creare le bozzime serve una buona dose di esperienza e molta attenzione nella dosatura degli ingredienti, al fine di assicurare la durata dei trattamenti.

I fili dell’ordito passano nella vasca contenente il prodotto imbozzimante poi attraversano i cilindri essiccatori per fare evaporare l’acqua presente nella bozzima, mantenendo così il solo materiale colloso.

All’uscita dall'essiccatoio i fili vengono separati mediante grosse barre o “verghe” passando, infine, in un pettine riduttore a “zig-zag” che li distribuisce regolarmente nell’altezza desiderata, prima di essere avvolti sul subbio da telaio.

Incorsatura

Questo e' il processo d’inserimento dei fili d’ordito nelle lamelle del guardiaordito, nelle maglie dei licci e nei denti del pettine. Si rende necessario quando il subbio, pronto per essere portato a telaio, e' tecnicamente diverso da quello in esaurimento. L’incorsatura è strettamente collegata al numero e alle diverse evoluzioni dei fili all’interno del tessuto.

E finalmente "Tessitura" :

I tessuti sono da sempre manufatti creati  intrecciando tra di loro con varie tipologie fili e filati.

Le etichette tessute si dividono in tre macro classi:

1) da fibre: i cosiddetti "non tessuti" ( agugliati , feltri).

2) da filati: tessuti e trecce traforati. tessuti ortogonali, tessuti a maglieria.

3) e da combinazioni:  laminati e tessuti agocuciti.

I tessuti ortogonali, come ad esempio i tessuti per camiceria, si creano dall’intreccio dei fili di ordito e dei fili di trama che sono disposti perpendicolarmente.

La base dello studio della tessitura è il principio sfruttato per la formazione del tessuto.

Le operazioni in sequenza sono uguali nel corso degli anni, anche se sono state modificate molte parti della meccanica del telaio.

Composizione di un telaio di tessitura etichette :

Il telaio e' composto da :

Il subbio di ordito, in cui c'e' un cilindro con due grandi flange che impediscono la caduta delle spire di filato alle estremità, confezionato secondo la tecnologia di orditura;

Il rullo portafili, utile a disporre l’ordito sul piano orizzontale di lavoro e a mantenere costante la tensione dello stesso durante l’apertura del passo (possono essere fissi, girevoli o oscillanti);

Nel guardiaordito sono montate le lamelle, dispositivi metallici di sorveglianza che, in condizioni normali di lavoro, restano sollevate. Allorché un filo si rompe, la lamella, non più sostenuta dal filo, cade, chiude un circuito elettrico e fa arrestare il telaio.

Le maglie sono portate da incastellature in alluminio che prendono il nome di licci e che servono per dare ai fili il movimento di alzata o abbassata ogni qual volta viene inserita una trama. Un liccio porta più maglie, in ognuna passa un filo. Muovendosi, il liccio comanda il movimento di tutte le maglie. Poiché per ottenere un intreccio è necessario che tutti i fili si alzino e si abbassino con una certa frequenza, in un telaio avremo come minimo due licci.

L’angolo creato dalla serie dei fili alzati con la serie dei fili abbassati costituisce la cosiddetta “bocca d’ordito” o “passo”.

La bocca avrà un’ampiezza tale da permettere il passaggio dell’elemento inseritore. Si tratta di uno degli organi più importanti di un telaio, dal quale dipendono le caratteristiche costruttive della macchina e quelle del tessuto da produrre.

Nei telai più diffusi l’elemento inseritore può essere:

Un proiettile, asta di acciaio munito di una pinzetta che, durante l’inserzione, trattiene il capo della trama e che, spinto con violenza, attraversa il passo a fortissima velocità (oltre 200 km/h) in una sola direzione, scorrendo in apposite guide.

Due pinze, “pattini” in metallo e resina sintetica, muniti di particolari pinzette capaci di trattenere la trama.

Un getto d’acqua che, uscendo a forte pressione da un ugello posto su un lato, all’entrata della bocca, riesce a trascinare la trama da un’estremità all’altra del tessuto, ad oltre 300 km/ora;

Un getto d’aria che esce a forte pressione da diversi ugelli realizzando la spinta della trama, a fortissima velocità, entro una guida che può essere ricavata nel pettine.

L’impiego della navetta richiede la preparazione della trama in spole (confezioni cilindriche di piccolo diametro con 20-30 grammi di filato) mediante spoliere. In tutti gli altri casi, la trama viene svolta direttamente da rocche di grande capacità (oltre un kg di filato) o mediante alimentatori di cui le moderne macchine sono provviste. I due diversi metodi determinano una differenza strutturale dei bordi del tessuto (cimosse). Solo con la navetta, infatti, la trama viene inserita nelle due direzioni senza essere interrotta (cimosse vere o sane). Negli altri casi, dopo l’inserzione, la trama viene tagliata in modo che le sue estremità sporgano dal tessuto di un centimetro circa e risultino legate semplicemente dai fili di cimossa (false cimosse). Oppure possono essere ripiegate nel passo successivo mediante speciali uncini (cimosse rientrate).

Il pettine è costituito da una serie di sottili lamelle (denti) opportunamente distanziate. I fili di ordito provenienti dalle maglie dei licci sono passati fra i denti del pettine, secondo un ordine prestabilito: la passatura in pettine.

Combinandola con la riduzione dei denti al centimetro, si distribuiscono uniformemente i fili di ordito sull’altezza prestabilita, chiamata “altezza del tessuto in pettine”.

Il pettine serve a mantenere i fili paralleli e ad accostare la trama ed è fissato sulla cassa battente, su cui poggiano i fili in abbassata e, sopra di essi, scorre l’elemento inseritore. Quando la cassa battente è arretrata ed i licci si sono mossi formando la bocca o passo, l’elemento inseritore della trama provvede a far entrare la trama da un’estremità all’altra.

Principio della tessitura

I fili dell’ordito vengono fatti passare sopra il rullo portafili - attraverso le lamelle, i licci e il pettine - ed avvolti sul subbio anteriore avvolgipezza. Alzando e abbassando i licci, si forma il passo dell’ordito, in cui viene inserito il filo di trama. Dopo l’inserimento della trama, il pettine batte sul filo di trama spingendolo verso il tessuto in formazione.